GFB Industrial Consulting

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OUTSOURCING - TERZIARIZZAZIONE
La GFB Industrial Consulting mette a disposizione delle PMI l'esperienza maturata nei seguenti campi:
analisi strategica iniziale e definizione delle necessità e degli obiettivi aziendali da raggiungere con l'outsourcing
identificazione dei partners che possono migliorare le prestazioni nei settori interessati dall'outsourcing; parametri importanti per la selezione sono: esperienza tecnica; presenza attiva nel particolare settore industriale; solidità finanziaria; condivisione degli obiettivi strategici; complementarietà, ecc.
definizione delle modalità di collaborazione (con la costituzione delle eventuali Joint Ventures), curando con attenzione l'aspetto contrattuale dei rapporti interaziendali
impostazione di procedure che riducano il tempo necessario per prendere decisioni operative o per dare risposte alle sollecitazioni provenienti dalle altre aziende (questo è vero anche in presenza di Internet, che banalizza il trasferimento dei dati a grandi distanze)
dare risposte alle esigenze di just in time, in un sistema produttivo in cui il ricorso all'outsourcing internazionale diventa il modo normale di rispondere ad una domanda sempre più variabile e personalizzata
progettare e gestire il nuovo assetto operativo dell'azienda in funzione dell'outsourcing. Le procedure ed i settori da analizzare con maggiore attenzione sono: gli acquisti, gli indiretti di produzione, la gestione dei magazzini e il reparto della logistica che cura la movimentazione delle merci.

Fino a che le imprese si limitavano ad esportare prodotti progettati e costruiti nell'ambito nazionale, l'internazionalizzazione riguardava primariamente il settore commerciale. Oggi, in un mercato globalizzato, tutti i reparti dell'impresa vengono a contatto con l'ambiente internazionale (non solo le vendite).

Quando un'azienda viene "contagiata" dalla globalizzazione i primi sintomi sono: una discreta pressione competitiva che si esercita a tutti i livelli della catena del valore, l'ampliamento dell'offerta e delle scelte, la discesa dei prezzi in ciascun segmento (fino a raggiungere il costo del concorrente globalmente migliore) e la riduzione dei margini di profitto cui le aziende erano tradizionalmente abituate.

La reazione più immediata, è quella di recuperare i margini tagliando in qualche modo i costi e questa è una risposta sensata solo se la riduzione dei costi non riduce l'ampiezza del catalogo disponibile per rispondere ad un mercato caratterizzato da un'elevata intercambiabilità dei prodotti e dalla poca fedeltà verso i fornitori tradizionali.

La risposta più valida nel medio periodo consiste nel prendere atto che siamo in presenza di un fenomeno irreversibile che riguarda la società e il lavoro nel suo insieme che, in un'ottica di economia globale, incentiva la specializzazione delle competenze. Questo comporta per le aziende:
- focalizzazione di ciascuna impresa su una core competence molto specialistica;
- ricorso all'outsourcing per tutte le altre attività;
- ampliamento del bacino di vendita dei prodotti-servizi offerti.

Affrontare le sfide poste dalla globalizzazione, traendo vantaggi dal nuovo modo di "fare industria" che ci è imposto dall'evoluzione del commercio internazionale, richiede competenze nuove che, in molti casi, non sono disponibili all'interno delle aziende.

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